Pianificare programmi di lavoro per controllare e gestire le proprie capacità motorie e per migliorare la capacità di agire e di pensare
Contesto didattico
Classe: I^ scuola secondaria di primo grado
Periodo: gennaio - febbraio
Ambito disciplinare: corpo - movimento - sport
Tipo di unità:l’insegnante ritiene che la mobilità articolare sia da sviluppare e potenziare nel periodo iniziale della classe prima in modo analitico; pensa inoltre che questa capacità motoria debba ripresa ed incrementata in momenti diversi nell’arco del triennio. Questa unità, quindi, non si esaurisce nella classe prima, ma viene ulteriormente approfondita in classe seconda e terza.
Motivazione della proposta e suo valore formativo:
La proposta è motivata da molteplici fattori.
Innanzitutto il periodo più indicato per influire sulla flessibilità è fra gli 11 e i 14 anni perché a una massa muscolare ridotta si unisce una struttura tendineo – legamentosa particolarmente elastica.
Inoltre una buona mobilità articolare: -aiuta a prevenire o limitare gli infortuni riducendo la tensione muscolare, attenuando dolori e contratture muscolari, facilitando la circolazione sanguigna e favorendo il recupero dalla fatica. -facilita l’apprendimento, lo sviluppo e il perfezionamento delle abilità motorie. -permette alle leve corporee di agire con la maggiore efficienza biomeccanica, consentendo maggiori espressioni di forza e velocità. L’esecuzione dei movimenti, oltre che più ampia, diviene così più economica, vantaggiosa, fluida ed espressiva. -migliora la consapevolezza del proprio corpo e agevola il rilassamento generale.
La mente dell’allievo acquisisce, attraverso l’unità formativa, capacità che gli permettono di riconoscere i diversi tipi di mobilità (generale e speciale, attiva, passiva e statica) con cui il movimento può manifestarsi e realizzarsi, e le metodiche dell’allenamento della mobilità articolare.
La conoscenza e la gestione della mobilità articolare promuove una gestualità sportiva individuale migliore dal punto di vista qualitativo e quantitativo, migliora la capacità di prestazione coordinativa e tecnica, e accelera il processo di apprendimento motorio dell’allievo.
Questo compito di apprendimento consentirà agli studenti di comprendere che per allenare la propria mobilità articolare bisogna saper analizzare, organizzare e pianificare programmi di lavoro, al fine di migliorare la personale capacità di agire e il proprio stato di salute e di benessere psicofisico.
Apprendimenti che si intendono promuovere
Soglia di padronanza attesa.
L’allievo sarà guidato a rendersi conto che per migliorare la mobilità articolare bisogna essere in grado di eseguire movimenti di grande ampiezza, in una o più articolazioni, con le proprie forze o grazie all’intervento di forze esterne, sfruttando al massimo l’escursione fisiologica consentita dalle articolazioni grazie all’articolarità (cioè la forma e la struttura delle articolazioni su cui è limitato il possibile intervento) e all’estensibilità (cioè la capacità di allungamento dei muscoli, tendini, guaine muscolari, legamenti e capsule articolari). Inoltre l’allievo sarà guidato a rendersi conto che la mobilità articolare può essere migliorata tra gli undici e quattordici anni e che in seguito è necessario soltanto mantenerla al livello raggiunto, con un processo di allenamento correttamente dosato.
Nodi della trama concettuale:
Mobilità articolare: -diversi tipi di mobilità: generale e speciale, attiva, passiva e statica; -componenti della mobilità articolare: articolarità ed estensibilità; -fattori interni (età, sesso, volume delle masse muscolari o adipose, struttura dell’articolazione, temperatura interna, capacità di rilassamento della muscolatura antagonista, livello di elasticità delle strutture articolari, eventuali stati d’ansia o di stress, coordinazione inter e intramuscolare, livello di affaticamento del muscolo) ed esterni (ora del giorno, temperatura esterna) condizionanti la mobilità; -metodi di allenamento adeguati all’età degli allievi: allungamento passivo statico.
Dalle competenze alla padronanza
Mobilità articolare. L’allievo impara a: -riconoscere i propri “schemi” relativi alla mobilità articolare; -definire il concetto di mobilità articolare e i suoi fattori; -elaborare informazioni per il miglioramento e il futuro mantenimento della mobilità articolare; -riconoscere le sequenze d’azione in funzione del miglioramento e futuro mantenimento della mobilità articolare; -ricostruire e giustificare il percorso sulla mobilità articolare; - rappresentare e rielaborare gli elementi della mobilità articolare nelle diverse situazioni, creando modelli per risolvere problemi motori inerenti la capacità condizionale trattata, dando valore personale alla regola.
Atteggiamenti/comportamenti
a)apertura al miglioramento del proprio benessere e delle esecuzioni motorie del proprio corpo; b) valorizzazione della funzione ideativa e previsionale della mente che consente all’allievo di operare scelte responsabili e una presa di decisioni coscienti
Metodo
-Per scoperta guidata: gli allievi vengono incoraggiati a scoprire i limiti e le possibilità del proprio corpo, attraverso la sperimentazione di esercizi sulla mobilità articolare. - Per soluzione di problemi: viene esplicato il problema motorio da risolvere e gli allievi devono trovarne le soluzioni, le quali trovano fondamento nelle esperienze che gli allievi fanno.
Materiali
Utilizzo di supporto informatico e di wiki.
Verifica e valutazione
Le prove di verifica: verranno effettuate delle prove di verifica degli apprendimenti al termine della fase di mapping con una verifica scritta in cui gli allievi dovranno rispondere a delle domande aperte rimanendo nello spazio di cinque righe e a delle domande a scelta multipla (una risposta esatta su tre possibilità), al termine della fase di transfer con una verifica scritta in cui viene richiesta agli allievi la pianificazione di un circuito con 10 stazioni che consenta di migliorare la mobilità articolare propria, e nella fase di generalizzazione in cui viene richiesto agli alunni di pianificare un piano di lavoro personale che migliori la propria mobilità articolare in vista di una valutazione funzionale della loro mobilità. L'alunno presenterà il proprio piano di lavoro su una pagina wiki a lui nominata e verrà seguito nella sua pianificazione e allenamento dell'insegnante di educazione fisica.
Gli indicatori di valutazione:
pertinenza interventi
atteggiamento nella socializzazione dei saperi
uso corretto delle consegne
autonomia
capacità di fare analogie
autonomia di scelta originalità
Table of Contents
Capacità fisiche: MOBILITÁ ARTICOLARE
Padronanza
Pianificare programmi di lavoro per controllare e gestire le proprie capacità motorie e per migliorare la capacità di agire e di pensare
Contesto didattico
Classe: I^ scuola secondaria di primo grado
Periodo: gennaio - febbraio
Ambito disciplinare: corpo - movimento - sport
Tipo di unità:l’insegnante ritiene che la mobilità articolare sia da sviluppare e potenziare nel periodo iniziale della classe prima in modo analitico; pensa inoltre che questa capacità motoria debba ripresa ed incrementata in momenti diversi nell’arco del triennio. Questa unità, quindi, non si esaurisce nella classe prima, ma viene ulteriormente approfondita in classe seconda e terza.
Motivazione della proposta e suo valore formativo:
La proposta è motivata da molteplici fattori.
Innanzitutto il periodo più indicato per influire sulla flessibilità è fra gli 11 e i 14 anni perché a una massa muscolare ridotta si unisce una struttura tendineo – legamentosa particolarmente elastica.
Inoltre una buona mobilità articolare:
- aiuta a prevenire o limitare gli infortuni riducendo la tensione muscolare, attenuando dolori e contratture muscolari, facilitando la circolazione sanguigna e favorendo il recupero dalla fatica.
- facilita l’apprendimento, lo sviluppo e il perfezionamento delle abilità motorie.
- permette alle leve corporee di agire con la maggiore efficienza biomeccanica, consentendo maggiori espressioni di forza e velocità. L’esecuzione dei movimenti, oltre che più ampia, diviene così più economica, vantaggiosa, fluida ed espressiva.
- migliora la consapevolezza del proprio corpo e agevola il rilassamento generale.
La mente dell’allievo acquisisce, attraverso l’unità formativa, capacità che gli permettono di riconoscere i diversi tipi di mobilità (generale e speciale, attiva, passiva e statica) con cui il movimento può manifestarsi e realizzarsi, e le metodiche dell’allenamento della mobilità articolare.
La conoscenza e la gestione della mobilità articolare promuove una gestualità sportiva individuale migliore dal punto di vista qualitativo e quantitativo, migliora la capacità di prestazione coordinativa e tecnica, e accelera il processo di apprendimento motorio dell’allievo.
Questo compito di apprendimento consentirà agli studenti di comprendere che per allenare la propria mobilità articolare bisogna saper analizzare, organizzare e pianificare programmi di lavoro, al fine di migliorare la personale capacità di agire e il proprio stato di salute e di benessere psicofisico.
Apprendimenti che si intendono promuovere
Soglia di padronanza attesa.
L’allievo sarà guidato a rendersi conto che per migliorare la mobilità articolare bisogna essere in grado di eseguire movimenti di grande ampiezza, in una o più articolazioni, con le proprie forze o grazie all’intervento di forze esterne, sfruttando al massimo l’escursione fisiologica consentita dalle articolazioni grazie all’articolarità (cioè la forma e la struttura delle articolazioni su cui è limitato il possibile intervento) e all’estensibilità (cioè la capacità di allungamento dei muscoli, tendini, guaine muscolari, legamenti e capsule articolari). Inoltre l’allievo sarà guidato a rendersi conto che la mobilità articolare può essere migliorata tra gli undici e quattordici anni e che in seguito è necessario soltanto mantenerla al livello raggiunto, con un processo di allenamento correttamente dosato.Nodi della trama concettuale:
Mobilità articolare:- diversi tipi di mobilità: generale e speciale, attiva, passiva e statica;
- componenti della mobilità articolare: articolarità ed estensibilità;
- fattori interni (età, sesso, volume delle masse muscolari o adipose, struttura dell’articolazione, temperatura interna, capacità di rilassamento della muscolatura antagonista, livello di elasticità delle strutture articolari, eventuali stati d’ansia o di stress, coordinazione inter e intramuscolare, livello di affaticamento del muscolo) ed esterni (ora del giorno, temperatura esterna) condizionanti la mobilità;
- metodi di allenamento adeguati all’età degli allievi: allungamento passivo statico.
Dalle competenze alla padronanza
Mobilità articolare. L’allievo impara a:- riconoscere i propri “schemi” relativi alla mobilità articolare;
- definire il concetto di mobilità articolare e i suoi fattori;
- elaborare informazioni per il miglioramento e il futuro mantenimento della mobilità articolare;
- riconoscere le sequenze d’azione in funzione del miglioramento e futuro mantenimento della mobilità articolare;
- ricostruire e giustificare il percorso sulla mobilità articolare;
- rappresentare e rielaborare gli elementi della mobilità articolare nelle diverse situazioni, creando modelli per risolvere problemi motori inerenti la capacità condizionale trattata, dando valore personale alla regola.
Atteggiamenti/comportamenti
a) apertura al miglioramento del proprio benessere e delle esecuzioni motorie del proprio corpo;b) valorizzazione della funzione ideativa e previsionale della mente che consente all’allievo di operare scelte responsabili e una presa di decisioni coscienti
Metodo
- Per scoperta guidata: gli allievi vengono incoraggiati a scoprire i limiti e le possibilità del proprio corpo, attraverso la sperimentazione di esercizi sulla mobilità articolare.- Per soluzione di problemi: viene esplicato il problema motorio da risolvere e gli allievi devono trovarne le soluzioni, le quali trovano fondamento nelle esperienze che gli allievi fanno.
Materiali
Utilizzo di supporto informatico e di wiki.Verifica e valutazione
Le prove di verifica: verranno effettuate delle prove di verifica degli apprendimenti al termine della fase di mapping con una verifica scritta in cui gli allievi dovranno rispondere a delle domande aperte rimanendo nello spazio di cinque righe e a delle domande a scelta multipla (una risposta esatta su tre possibilità), al termine della fase di transfer con una verifica scritta in cui viene richiesta agli allievi la pianificazione di un circuito con 10 stazioni che consenta di migliorare la mobilità articolare propria, e nella fase di generalizzazione in cui viene richiesto agli alunni di pianificare un piano di lavoro personale che migliori la propria mobilità articolare in vista di una valutazione funzionale della loro mobilità. L'alunno presenterà il proprio piano di lavoro su una pagina wiki a lui nominata e verrà seguito nella sua pianificazione e allenamento dell'insegnante di educazione fisica.Gli indicatori di valutazione:
pertinenza interventi
atteggiamento nella socializzazione dei saperi
uso corretto delle consegne
autonomia
capacità di fare analogie
autonomia di scelta
originalità
Per i docenti